Atto d’indirizzo

Atto d’indirizzo a.s. 2016/2017

Il Dirigente Scolastico

  • vista la Legge n. 59 DEL 1997, che ha introdotto l’autonomia delle istituzioni scolastiche e la dirigenza;
  • visto il DPR 275/1999, che disciplina l’autonomia scolastica;
  • vista la Legge n. 107 del 2015, Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione;
  • visto l’art. 3 del DPR 275/1999, come novellato dall’art. 14 della legge 107/2015;
  • visto il D.L.vo 165 del 2001 e ss.mm. ed integrazioni
  • visti la L. 107/2015 all’art. 1 comma 93, la Direttiva n. 25 del 28 giugno 2016 all’art. 5 e il D. Lgs. 165/2001 all’art. 25 che prevedono sia effettuata la valutazione dei Dirigenti Scolastici in relazione agli obiettivi dell’attività dirigenziale

Emana il seguente atto di indirizzo

Considerato che

  1. le innovazioni introdotte dalla Legge n. 107 del 2015, meglio conosciuta come “la buona scuola“ mirano alla valorizzazione dell’autonomia scolastica, che trova il suo momento più importante nella definizione e attuazione del piano dell’offerta formativa triennale;
  2. le innovazioni introdotte dalla Legge n. 107 del 2015, prevedono, che le istituzioni scolastiche, con la partecipazione di tutti gli organi di governo, dovranno provvedere alla definizione del Piano Triennale dell’Offerta Formativa per il triennio 2015-16, 2016-17, 2017-18.

Riscontrato che

  1. gli indirizzi del Piano vengono definiti dal dirigente scolastico che, in proposito, attiva rapporti con i soggetti istituzionali del territorio e valuta eventuali proposte delle rappresentanze sociali; il collegio dei docenti lo elabora; il consiglio di istituto lo approva;
  2. il piano può essere rivisto annualmente entro ottobre;
  3. per la realizzazione degli obiettivi inclusi nel piano le istituzioni scolastiche si possono avvalere di un organico potenziato di docenti da richiedere a supporto delle attività di attuazione;

Valutate

  1. prioritarie le esigenze formative individuate a seguito degli obiettivi propri del CPIA e al suo particolare assetto gestionale-organizzativo, tenuto conto che si tratta di scuola di nuova istituzione; del “Rapporto di Autovalutazione”, di prossima attuazione, in attesa della predisposizione del RAV e del Piano di Miglioramento, nonché degli esiti formativi registrati dagli studenti e degli obiettivi dell’attività dirigenziale, di seguito allegati;

Tenuto conto

  1. delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni docenti e studenti che collaborano con il CPIA e di quanto emerso dai rapporti attivati dal Dirigente Scolastico con tutto il personale interno alla scuola e con le diverse realtà istituzionali, culturali, sociali ed economiche operanti sul territorio.

Determina di formulare al collegio docential fine dell’elaborazione del Piano Triennale dell’Offerta Formativa, per il triennio. 2015/16, 2016-17 e 2017-18, i seguenti indirizzi per le attività della scuola e le scelte di gestione e di amministrazione:

  • Adeguare il piano dell’offerta formativa al piano triennale dell’o.f. previsto dai nuovi Ordinamenti: il Piano dell’offerta formativa triennale deve comprendere le opzioni metodologiche, le linee di sviluppo didattico-educativo, le opzioni di formazione e aggiornamento del personale docente e ATA, il fabbisogno di organico funzionale dell’autonomia;
  • Prendere atto e acquisire il nuovo Regolamento sul sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione, DPR n. 80/2013, ai fini dell’ implementazione del Piano di miglioramento della qualità dell’offerta formativa e degli apprendimenti nonché della valutazione dell’efficienza e dell’efficacia del sistema educativo di istruzione e formazione in coerenza con quanto previsto dall’articolo 1 del decreto legislativo 19 novembre 2004, n.286;
  • Sviluppare e potenziare il sistema e il procedimento di valutazione della nostra Istituzione scolastica, sulla base dei protocolli di valutazione e delle specifiche esigenze afferenti all’istruzione per adulti, che ha come obiettivo fondante l’innalzamento del livello d’istruzione della popolazione adulta che vive presso il nostro territorio nazionale;
  • Elaborare criteri trasparenti e condivisi per la valutazione, in itinere e al termine dei percorsi, in relazione alle relative direttive; i criteri, se ritenuto opportuno, potranno essere ripresi dal comitato di valutazione istituito ai sensi dell’articolo 11 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, come sostituito dal comma 129. La nuova conformazione del comitato di valutazione, infatti, prevede che in una sua specifica articolazione esso si doti di criteri per la valutazione dei docenti;
  • Partecipazione alle iniziative del PON, per la Programmazione 2014-2020, sulla base dell’autovalutazione dei propri bisogni, integrato al piano dell’offerta formativa e dalle priorità individuate. Il Piano sarà fondato su un’autodiagnosi dei fattori di maggiore criticità (contesto scolastico, familiare e culturale, tenuto conto dell’utenza scolastica, costituita da popolazione adulta) e costituito dall’insieme delle proposte di azioni (sia FSE che FESR) con cui la scuola intenderà affrontare le proprie esigenze e quelle della comunità di riferimento.
  • La progettazione curricolare deve essere improntata al rispetto di quanto prescritto dalla normativa vigente, in particolare, L. 59/1997, DPR 275/99, L. 53/2003, D.Lgs 59/2004, D.M. settembre 2007, L.107/2015 (la buona scuola) il DPR 263 del 29 ottobre 2012,  Regolamento recante norme generali per la ridefinizione dell’assetto organizzativo didattico dei Centri d’istruzione per gli adulti, ivi compresi i corsi serali, ai sensi dell’art. 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 e relativi Regolamenti attuativi;
  • L’ampliamento dell’offerta formativa deve essere caratterizzato da proposte progettuali coerenti con l’affermazione dei paradigmi dell’autonomia scolastica, dell’inclusione sociale, dell’innalzamento del livello d’istruzione nella popolazione adulta, del merito e della valutazione basata sugli standard di competenza, tenuto conto anche della certificazione di competenze informali e non formali acquisite fuori dal contesto scolastico, dei nuovi approcci curricolo-disciplinari, nonché dell’innovazione tecnologica;
  • I percorsi formativi, percorsi progettuali e strumenti didattici innovativi finalizzati al recupero del disagio e all’inclusione, all’apprendimento delle competenze afferenti all’alfabetizzazione e ai percorsi di I e all’inserimento nei percorsi di II livello (certificazione delle competenze, riconoscimento dei crediti formativi…);
  • Valorizzazione del personale docente ed ATA, ricorrendo alla programmazione di percorsi formativi finalizzati al miglioramento della professionalità teorico–metodologica, didattica e amministrativa, alla innovazione tecnologica, agli stili di insegnamento, alla valutazione formativa e di sistema, tenuto conto delle innovazioni insite nella particolare organizzazione e offerta formativa del CPIA.
  • La progettazione extracurricolare, dovrà privilegiare il potenziamento e il recupero delle competenze afferenti all’alfabetizzazione e agli assi linguistico, storico-letterario, matematico, nonché tecnologico, con particolare riferimento alla formazione civica;
  • Il patto educativo ed etico, da stipulare con Istituzioni, Enti, Associazioni, Amministrazioni presenti nel territorio, col fine di contrastare e prevenire ogni forma di devianza, di disagio e abuso di sostanze stupefacenti e alcol, che vedrà la nostra scuola impegnata a sostenere e rafforzare le competenze sociali, per creare reali possibilità di  contrasto della dispersione scolastica, di valorizzazione della cittadinanza attiva e di successo formativo nella popolazione adulta, premesso che il CPIA è non solo una scuola, ma anche una rete di servizi per l’istruzione degli adulti.
  • Innovazione digitale e didattica laboratoriale: in linea con il PNSD, dovrà promuovere il piano digitale scuola (sviluppo delle competenze digitali di studenti e docenti, anche attraverso la collaborazione con Università, Associazioni, organismi del terzo settore e imprese; potenziamento degli strumenti didattici e laboratoriali necessari a migliorare la formazione e i processi di innovazione della istituzione scolastica, nonché, formazione dei docenti per l’innovazione didattica; formazione del direttore dei servizi generali e amministrativi, degli assistenti amministrativi e degli assistenti tecnici, per l’innovazione dei processi amministrativi e gestionali).
  • Attività culturali e sportive: le visite guidate, gli scambi culturali, l’attività teatrale, le attività sportive, devono trovare spazio nel PTOF, come momenti di socializzazione, conoscenza del territorio e apprendimento laboratoriale condiviso;
  • Formazione, tutela salute e sicurezza nei luoghi di lavoro: attivazione, nel rispetto della normativa vigente, di appositi corsi di formazione in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro in favore degli studenti inseriti nei percorsi di alternanza scuola lavoro, nei limiti delle risorse disponibili, secondo quanto disposto dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.

La progettazione organizzativa-didattica deve prevedere

  • L’obbligo di modulare i percorsi formativi per livelli
  • Il potenziamento del tempo scuola anche oltre i modelli e i quadri orari
  • La programmazione plurisettimanale e flessibile dell’orario complessivo
  • L’apertura pomeridiana della sede amministrativa e dei punti di erogazione
  • L’articolazione di gruppi per livello, anche con potenziamento del tempo scuola o rimodulazione del monte orario rispetto a quanto indicato dal decreto del presidente della Repubblica n. 89 del 2009
  • Nei periodi di sospensione dell’attività didattica, l’istituto in sinergia con gli enti locali potrà promuovere attività educative, ricreative, culturali, artistiche e sportive da svolgersi negli edifici scolastici
  • Unità di insegnamento non coincidenti con l’unità oraria di lezione
  • Percorsi didattici personalizzati
  • Adesione o costituzione di accordi di rete con altre scuole ed Enti pubblici e privati di cui all’art. 7 del DPR 275/99
  • Adeguamenti del calendario scolastico, funzionali alla particolare tipologia del CPIA

Nell’ambito di intervento delle relazioni interne ed esterne:

La scuola promuoverà la comunicazione pubblica, cioè l’insieme di attività rivolte a rendere visibili le azioni e le iniziative sviluppate dall’istituto ed anche ad acquisire le percezioni sulla qualità del servizio erogato alla collettività. In questo processo bidirezionale, saranno utilizzati differenti mezzi di comunicazione:

  1. Sito web istituzionale, per rendere visibile l’offerta formativa dell’istituto
  2. Seminari, attività finalizzate a rendere pubblica la mission e la vision dell’intero microsistema scuola-territorio-famiglia

Il Dirigente Scolastico
Prof.ssa Simonetta Arnone